Cosa prevede la legge sullo streaming

Cosa prevede la legge sullo streaming

È sempre più diffusa la pratica di guardare film in streaming – utilizzando canali dedicati come www.justicetv.it – o scaricare file musicali per poi condividerli, ma cosa prevede la Legge in materia di diritti di autore? Quali sono le eventuali violazioni e corrispettive sanzioni? Quando l’utente dei contenuti è ritenuto “colpevole” di violazioni al copyright? La prima cosa da specificare è che la legge in materia in Italia è ancora obsoleta perché è stata formulata nel 1941 a protezione dei diritti di autore su supporti come stampa, radio e TV. L’adeguamento alle nuove tecnologie stenta a stare al passo. In ogni caso, su determinati punti la legge è chiara e non lascia molto spazio all’interpretazione.

Streaming e download di file coperti da copyright

L’articolo 2575 del Codice Civile definisce oggetto del diritto di autore un’opera dell’ingegno creativo afferente alle scienze, la letteratura, la musica, la pittura, scultura e architettura, il teatro e la cinematografia. La logica deduzione è che anche contenuti multimediali, film, musica e foto, software e files – scaricati da internet – rientrano in queste categorie. La legge, di conseguenza, prevede che la duplicazione,  pubblicazione, commercializzazione e altre attività per queste “opere” – ivi inclusi l’impiego in internet – è tutelato dalla legge sul diritto di autore, la cui violazione è sanzionabile con un’ammenda e nei casi più gravi con la detenzione. La violazione principale al diritto di autore è la pubblicazione, duplicazione e commercializzazione impropria del materiale tutelato, senza avere i requisiti di detenzione del copyright e per scopi di lucro a danno del legittimo detentore del diritto di autore. L’articolo 171 comma a) bis sancisce che chiunque mette a disposizione del pubblico – anche attraverso reti telematiche con connessioni – un contenuto coperto da copyright senza averne i diritti è punibile con un’ammenda che può variare da un minimo di 50 € a un massimo di 2.065 €. Chi condivide illegalmente e l’utente che scarica o usufruisce illegalmente dei contenuti sono parimenti sanzionabili, ma in misura diversa. Un utente che scarica un file coperto da copyright a  uso personale commette ipoteticamente un illecito – secondo l’art. 174 ter – che prevede una sanzione pecuniaria amministrativa proporzionale alle copie possedute oltre alle pene accessorie quali la confisca del materiale posseduto illegalmente e la pubblicazione del provvedimento su organi pubblici.

L’illecito è più grave qualora il soggetto dopo aver effettuato il download illecito, condivide il materiale per riprodurlo online o per venderlo con chiaro intento di lucro a danno del titolare del diritto di autore. Laddove l’intento di lucrare è palese subentra anche la sanzione penale, dai 6 mesi ai 3 anni di detenzione. Quindi la discriminante maggiore consiste nell’intento di lucro.

Quando lo streaming è illegale?

Nel caso specifico dello streaming, il discorso va distinto tra chi fornisce il servizio e l’utente.

  • Per il fornitore del servizio vale quanto previsto dagli articoli 171 e 171 ter, per cui chi mette a disposizione software per la visione streaming di contenuti web non commette illecito, in quanto non è il software illegale, bensì l’uso dei contenuti messi a disposizione che prescinde dalla volontà di chi mette a disposizione un servizio. Il fornitore del servizio di streaming che offre materiale web specifico o si presenta come canale tematico deve possedere i requisiti e aver acquistato i diritti di copyright per effettuare il servizio – anche gratuito – senza incorrere in illeciti, altrimenti trattasi di sito streaming illegale;

  • Per l’utente che guarda un film in streaming, la legge non prevede nulla di specifico e qualora l’utente si limita alla visione online dei contenuti non si configura alcun tipo di illecito. Diversamente, se l’utente scarica il contenuto streaming, subentra l’ipotesi di illecito –come suddetto – con le dovute distinzioni.

Vale la pena ribadire che il download anche illecito di un contenuto web o streaming rientra nei margini di legalità finché si limita all’uso personale del materiale, anche qualora si convertono i file in altri formati per usufruirne su altri dispositivi. Ma qualora, il file scaricato viene condiviso su internet – anche quando non vi è intento di lucro – si commette un illecito in quanto si favorisce il download gratuito di un’opera che non è stata acquistata, ma su cui c’è il copyright, moltiplicando il danno per il legittimo titolare del diritto d’autore.

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