Web reputation: la nuova frontiera della rete

 

Tutte le questioni inerenti alla privacy e ai trattamenti dei dati sensibili personali sono alcuni degli argomenti che più animano le diatribe giuridiche. Questo riguarda non solo gli ultimi anni, dove con l’avvento di internet siamo praticamente tutti sotto la lente di un Grande Fratello, ma affonda le sue radici dalla nascita dei mezzi di informazione in toto. Uno dei temi più spinosi e controversi è il cosiddetto diritto all’oblio. Dal punto di visto giuridico si tratta di una forma di garanzia che prevede che non possa essere divulgata la notizia di un reato commesso anni prima a meno che non ci siano rilevanti motivazioni. In pratica, se ipotizziamo che la persona x abbia rapinato la persona y ed ora sia in carcere oppure che abbia scontato la sua pena, secondo il diritto all’oblio la vicenda non può essere riesumata sui mezzi di informazione, sia cartacei che televisivi od online. Tutto ciò perchè, una volta che la vicenda è stata trattata dai media e che quindi è a conoscenza dell’opinione pubblica tutto il suo epilogo, sia la persona x che ha commesso il reato che quella y che lo ha subito vedono tutelata la propria privacy. Tutto questo naturalmente a meno che non accadono fatti di natura attinente alla vicenda e che quindi rientrano nel diritto di cronaca il parlare ancora della vicenda.

La web reputation

Le più grandi problematiche nel diritto all’oblio nascono nella rete. Come ben sapete i motori di ricerca possono immagazzinare una notizia per un tempo indefinito, quindi basta che una persona scrivadella rapina che x ha fatto ai danni di y ed ecco che escono fuori tutti gli articoli relativi. Naturalmente questo ha portato a numerose denunce al garante con esiti non sempre scontati perchè a volte, ed il recente caso del telefonino degli attentatori in Usa lo dimostra, i grossi colossi come Google e Apple si rifiutano di eliminare determinati contenuti o concedere informazioni. Querelle legali che durano anche per anni, ma gli articoli nel frattempo rimangono in rete. Come può fare allora x, ma anche y che magari vuole rimuovere la vicenda, per vedersi garantito il diritto all’oblio? Deve aspettare le sentenze, ma nel frattempo c’è un escamotage. Diverse agenzie di media infatti propongono servizi di web reputation e creazione di siti web in javascript come propone la web agency ElaMedia Group, clicca qui per un approfondimento. Di solito servono come supporto a personaggi pubblici spesso politici impiegati in campagne elettorali, ma in questi casi offrono anche un altro servizio. Mettiamo che x ora gestisca un ristorante dopo aver pagato il suo conto con la giustizia. Queste agenzie allora cercheranno di creare contenuti in cui viene messa in risaltato solo questa sua nuova attività e non il passato. Così facendo se una persona cerca  poi il nome di x su un motore di ricerca appaiono nelle prime pagine solo le notizie più recenti e positive. In pratica la notizia della rapina non viene rimossa ma sbattuta in quindicesima pagina, praticamente inosservata.