e-commerce

Anche nel nostro Paese si è molto sviluppato, negli ultimi anni, il fenomeno degli e-commerce. Ovviamente questa nuova possibilità di acquisto offre dei vantaggi enormi, sia per i venditori che per i potenziali clienti. In particolare l’esercente ha la possibilità di ridurre notevolmente i costi fissi legati alla gestione di un negozio fisico e, di conseguenza, ottenere una redditività maggiore. Inoltre potrà anche sfruttare la potenzialità di internet ed arrivare a confrontarsi con una platea di clienti veramente molto vasta. Indubbiamente, infatti, tramite internet è possibile raggiungere un numero di utenti assolutamente impensabile con un semplice negozio fisico.

Il compratore, d’altro canto, potrà godere di alcuni vantaggi molto importanti. Da un lato ha a disposizione una scelta molto più vasta e quindi potrà trovare sicuramente l’oggetto che meglio si adatta alle sue esigenze. Dall’altra parte avrà anche il vantaggio di un prezzo notevolmente inferiore. Internet, infatti, mette in concorrenza un numero molto elevato di venditori che utilizzano tutte le leve decisionali in loro potere per riuscire a spiccare. Una di queste è proprio il prezzo che viene abbassato per attrarre un numero sempre maggiore di clienti.

La legge italiana, di conseguenza, si è dovuta adattare a questa realtà ed ha regolato questo settore sempre in crescita. Cerchiamo di fare chiarezza sul percorso normativo che abbiamo fatto. Iniziamo parlando del decreto legislativo numero 144 del 1998 che riformava la disciplina relativa al commercio. Esso è conosciuto anche con il nome di Legge Bersani e non prevedeva specifiche regole per l’e-commerce ma anzi veniva classificato come una forma speciale di vendita al dettaglio. Inquadrato, quindi, come vendita per corrispondenza, al pari dei canali di televendite, l’e-commerce prevedeva l’obbligo di invio della comunicazione di inizio dell’attività al comune di residenza dell’esercente. Questa doveva essere fatta almeno 30 giorni prima dell’inizio delle operazioni di vendita e prevedeva anche sanzioni in caso di ritardo. Nella comunicazione doveva essere anche presente la descrizione del settore merceologico di appartenenza e la dichiarazione di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge per l’esercizio di attività di vendita al dettaglio.

Successivamente entra in vigore anche il decreto legislativo numero 185 del 199 che in realtà è l’attuazione della direttiva 97/7 della Comunità Europea, ed ha come scopo principale quello di unificare il trattamento dei contratti conclusi via internet in tutti gli Stati membri. Per questo viene anche fornita una definizione puntuale di contratto concluso a distanza.

In ultima analisi parliamo del decreto legislativo numero 70 del 2003 che rappresenta l’attuazione della direttiva 2000/31 della Comunità Europea. Viene stabilito che tutte le forniture che utilizzano mezzi elettronici debbano essere considerate prestazioni di servizi a tutti gli effetti. Inoltre si fa riferimento anche alla tassazione in materia di Imposta sul Valore Aggiunto e si precisa che l’applicazione deve avvenire nel luogo in cui si avrà il consumo del bene.  A tale scopo, quindi, è importante conoscere il Paese dal quale il cliente effettua l’ordine tramite il portale e-commerce del venditore.

La normativa è sempre in costante aggiornamento, dato che questo è un settore molto volatile e che presenta repentini cambiamenti.